Lo sapevi che l'aceto balsamico di Modena ha tantissime proprietà benefiche?

L’aceto balsamico di Modena e le sue proprietà benefiche

 

Prima di tutto ti ricordi la storia di Matilde di Canossa? Sì perché tutto partì da lì. 

Brevemente, Matilde era cugina del re di Germania Enrico IV durante la lotta per le investiture nel Medioevo, lei risiedeva a Canossa, un castello nelle colline reggiane e, grazie a questa sua posizione rialzata e a un sistema di torri, riusciva a controllare tutto il suo impero. Ti starai chiedendo cosa centri questo scenario con l’aceto balsamico. Secondo alcune cronache del tempo, Bonifacio di Toscana, il padre di Matilde, fece costruire una botte da aceto balsamico in argento con l’idea di inviarla ad Enrico IV che tanto desiderava assaggiare l’aceto balsamico di Canossa. Ma l’aceto balsamico di Modena è davvero unico? O l’originale?

Ecco perché non è del tutto vero:

Tipicamente la paternità dell’aceto balsamico viene attribuita a Modena e il motivo principale è che questa fosse la città abitata dagli Este e quindi più conosciuta. Ciò che molti ignorano, però è che l’aceto balsamico di Modena non è l’unico, infatti c’è anche quello della zona di Reggio Emilia. Ti starai quindi chiedendo dove stia la differenza visto che queste due città sono confinanti. Sostanzialmente è il legno delle botti a cambiare di molto: a Reggio Emilia si utilizzano il ginepro e il castagno, mentre a Modena solo il gelso. Da qui si deduce che entrambi sono pregiatissimi ma avranno sicuramente aromi diversi.

Un’altra motivazione storica per la quale l’aceto balsamico modenese è più conosciuto è la sua tradizione di lunga data. Infatti è possibile leggere in alcuni scritti di epoca greco-romana dell’uso dell’aceto balsamico come condimento delle pietanze. Come in epoca medievale, anche precedentemente l’aceto era usato come medicamento, infatti i Romani avevano capito che fosse un potentissimo disinfettante e per questo lo utilizzavano per macerare le carni. Ciò evitava molte malattie dovute alla scarsa igiene e, nel caso dei soldati, ai piccoli spazi in cui dovevano vivere. 

Sai perché l’aceto balsamico si chiama così?

Pare che il nome derivi da balsamo, in quanto questo, secondo la leggenda, veniva utilizzato da Lucrezia Borgia per lenire le doglie del parto, oppure come sciroppo per il mal di gola o ancora per far rinvenire da svenimenti. Solo in seguito verrà utilizzato in cucina

Parliamo un po’ del suo uso in cucina:

Come già detto prima, il suo uso in cucina ha fatto si di creare secoli di ricette e storia. Lo sapevi? 

Durante il Rinascimento era apprezzatissimo a corte, dove i migliori cuochi si dilettavano nel suo uso per mettere in risalto il sapore e il profumo dei cibi. Inoltre, avevano scoperto che aveva proprietà benefiche digestive: tra cui sciogliere i grassi e i carboidrati. 

Inoltre, l’aceto balsamico, grazie alle sue proprietà benefiche aiuta a regolare la pressione sanguigna e l’assorbimento di magnesio e calcio, importantissimi per le ossa. 

Come ogni cosa però, se utilizzato in eccesso, porta alla creazioni di gastriti e ulcere allo stomaco per via della sua acidità.

 

SE QUESTO ARTICOLO SULL’ACETO BALSAMICO DI MODENA E LE SUE PROPRIETÀ BENEFICHE TI È PIACIUTO UNISCITI ANCHE TU ALLA COMMUNITY DEGLI AMANTI DEI VIAGGI RESPONSABILI E SOSTENIBILI!

 

A presto!

 

FONTI:

Iori Galluzzi, M.A., Iori, N., La cucina reggiana: storie e ricette, TARKA/Fattoria del Mare s.a.s. di Franco Muzzio, Messina

Associazione Esperti Degustatori di Modena, Ricette Balsamiche. Storia, leggende e ricette sull’aceto balsamico tradizionale di Modena, Damster Edizioni, Modena

 

SALVA IL PIN!