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Valle d’Itria e costa barese: cosa vedere in 5 giorni

La valle d’Itria e la costa barese, indiscusse perle della Puglia centrale, gremite di turisti durante i mesi estivi, sono la meta perfetta per una fuga di 5 giorni di relax e tranquillità. Consigliate anche a tutti coloro che non sono grandi amanti del mare e dell’afa, perché a differenza del comune pensare, le piccole cittadine che popolano queste terre sono ricche di storia e di tradizioni. Una delle caratteristiche più sorprendenti di queste terre è il contrasto tra il mare e le colline, su cui svettano le bianche cittadine.

Cosa vedere in 5 giorni in Valle d'Itria e costa barese
Sui trulli al tramonto: in Valle d'Itria

Polignano a Mare: la perla della costa barese

La prima tappa dell’itinerario tra Valle d’Itria e costa barese è la famosissima Polignano a Mare, nota per le sue alte scogliere a strapiombo accarezzate da un mare blu intensissimo. Le spiagge sabbiose sono praticamente inesistenti, una soltanto è accessibile a livello del mare, senza doversi arrampicare sugli scogli, Cala Porto. Gremita di persone in alta stagione, per godersela al meglio ti consiglio di visitarla a giugno o a settembre. In alta stagione, il momento migliore della giornata per faci una breve sosta è il tramonto, perché i più rientrano, ma soprattutto perché il mare si tinge di rosso  e quindi potrai goderti una magia unica nel suo genere. Polignano non è solo mare, è anche una piccola cittadina bianca che porta una grande eredità, quella di Modugno, ritratto in scultura a braccia aperte sul lungomare a lui intitolato. La passeggiata continua in un atmosfera rilassata e tranquilla, dove il tempo sembra sospeso tra le poesie scritte sui muri nei vicoli. 

Cosa vedere in 5 giorni in Valle d'Itria e costa barese
Polignano a Mare: il mare della costa barese

Monopoli: la storia racchiusa tra mura e mare tra Valle d’Itria e costa barese

Proseguendo verso sud sulla costa barese arriverai a Monopoli, dove puoi percepire fin da subito che l’anima della città è racchiusa nel mare. Infatti è proprio dal porto che ti consiglio di iniziare. Monopoli è sempre stata una città fortezza, ma anche un crocevia di scambi commerciali in età romana. Il castello Carlo V, affacciato sul mare, fu il bastione difensivo della città dalle incursioni saracene. Proseguendo verso il centro storico, rimarrai sorpreso dalla quantità di chiesette che troverai in ogni via. La più importante è la Cattedrale della Madonna della Madia, in posizione opposta al castello e in stile romanico. Il 14, 15 agosto e 16 dicembre la città si anima a festa per celebrare questa icona bizantina. 

🌳 Curiosità su Monopoli:

La leggenda narra che l’icona della Madonna della Madia fosse giunta a Monopoli nel 1117 su un carico di travi per la finitura del tetto della chiesa. La madia era un tipico mobile rustico a forma di cassetta con coperchio, utile per contenere la farina per il pane. Quindi l’icona della Madonna, posta sopra alle travi, ricordava quest’oggetto e da qui il nome. All’interno, la chiesa è ornata di marmi e sculture di origine medievale.

Capitolo e Torre Canne: il mare al confine tra la costa barese e la Valle d’Itria

Punto di riferimento per la vita notturna di locali e turisti in estate, Capitolo si trova a soli 6 km da Monopoli ed è il luogo perfetto per terminare la giornata di visita. Dopo un bel bagno nelle acque cristalline, è d’obbligo bel aperitivo fresco al tramonto. Volendo proseguire la serata puoi andare a cena a Torre Canne, piccolo paesino di pescatori a pochi km da Capitolo, in Valle d’Itria. La particolarità di Torre Canne è la presenza di acque termali, cosa abbastanza inusuale su questa parte di costa. Proseguendo la passeggiata sul lungomare si incontra il faro ancora in funzione. 

Cosa vedere in 5 giorni in Valle d'Itria e costa barese
Faro di Torre Canne: tra costa barese e Valle d'Itria

La Valle d’Itria: cosa vedere

Addentrandosi in Valle d’Itria scorgerai un panorama davvero unico: da un lato il mare e dall’altro tanti paesini bianchi arroccati. La campagna è costellata di trulli, caratteristiche case contadine con tetto conico, difficili da trovare altrove con questa forma. La Valle d’Itria fu colonizzata per la prima volta da dei monaci greco-ortodossi in fuga dall’Oriente. Probabilmente furono loro a dare il nome alla vallata, fondando l’abbazia a culto orientale della Madonna Odegitria — colei che indica il cammino. Sicuramente i 4 paesini imperdibili sono Alberobello, Locorotondo, Fasano e Ostuni. Quest’ultimo si trova già in provincia di Brindisi, nonostante questo è all’estremo confine sud della Val d’Itria.

Alberobello e i Trulli: tappa immancabile in Valle d’Itria

Alberobello è un piccolo paesino di 1430 trulli bianchissimi, in cui si svolge tutta la vita produttiva e commerciale. La nascita di queste costruzioni si pensa risalga al ‘600, quando gli Aragona decisero di far fruttare le terre fertili di questa zona, incentivando la popolazione a coltivarle. Grazie alla ricchezza di materie prime sul territorio sassi e calce , la popolazione potè costruire questi edifici con estrema facilità. Inizialmente, l’idea era di creare edifici che potessero essere facilmente costruiti e poi distrutti secondo necessità, solo successivamente divennero vere e proprie dimore, arredate e riscaldate a dovere. La calce aveva proprio la finzione di isolante e ogni anno la struttura basale veniva rinnovata. Ad Alberobello la prima cosa che salta all’occhio sono i disegni sui coni dei trulli, hanno una valenza astronomica, astrologica o cristiana. Degni di nota sono il Trullo Sovrano, il Trullo Siamese e la Chiesa di Sant’Antonio di Padova.

Trullo Sovrano si chiama così perché è il più grande, l’unico a due piani con una cupola di 14 metri che sovrasta 12 coni;

Trullo Siamese ovvero due trulli identici uniti sia alla base sia nel cono;

Chiesa di Sant’Antonio di Padova con una pianta a croce greca e la cupola a forma di cono, quindi è una vera e propria chiesa trullo.

Cosa vedere in 5 giorni in Valle d'Itria e costa barese
Chiesa di Sant'Antonio di Padova: Valle d'Itria

Locortondo: il mare in città una particolarità della Valle d’Itria

Il nome di questo paesino, Locorotondo, derivata fatto che il centro sia posto su un colle perfettamente circolare, coì come lo è la piazzetta principale. Passeggiando tra i vicoli, tutti gli edifici sono bianchissimi e ogni angolo è perfetto per una foto, ma il luogo migliore è sicuramente il ‘lungomare‘. Un bellavista che si apre sui terrazzamenti che circondano la città e che si espandono in tutta la Valle d’Itria. La denominazione di lungomare deriva dal fatto che al mattino presto è facile che la nebbia si alzi sulla vallata creando l’effetto mare. Qui non devi assolutamente perderti il trullo più antico di tutta la Puglia che risale alla metà del ‘500. 

Fasano: una passeggiata nella storia della Valle d’Itria

Fasano ha una caratteristica particolare, ovvero un centro storico sette-ottocentesco bianchissimo, circondato da una ricca vegetazione. Come ormai avrai capito il bianco della calce è utilizzato in tutte le cittadine della Puglia centrale, tutto questo bianco affascina chi viene da fuori, perché normalmente non è un colore di usuale utilizzo in altre parti d’Italia. Non lontano c’è anche il parco rupestre Lama d’Antico, davvero consigliato da visitare perché si possono vedere la chiesa scavata nella roccia e le grotte utilizzate come abitazione. 

Cosa vedere in 5 giorni in Valle d'Itria e costa barese
Locorotondo in Valle d'Itria

Ostuni: la città bianca alla fine della Valle d’Itria

Tra le cose da vedere in Valle d’Itria c’è sicuramente Ostuni, denominata la “Città Bianca” per l’armonia cromatica degli edifici e delle architetture presenti. Qui ti consiglio di fare una passeggiata perdendoti tra le varie viuzze, ad un certo punto, una terrazza si apre sulla vallata e in lontananza si scorge il mare. Nella parte più alta del paese c’è la chiesa di San Francesco, la più antica del paese e con una forma a triangolo davvero particolare.

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